DSA, a Ferrara sempre più famiglie chiedono risposte

DSA, a Ferrara sempre più famiglie chiedono risposte

Dalla valutazione al trattamento. La Cooperativa Piccolo Principe di Ferrara accompagna bambini, adulti, famiglie e scuole.

mercoledì 7 ottobre 2026

Domani, 8 ottobre, è la giornata Nazionale della Dislessia promossa dall'Associazione Italiana Dislessia. Un appuntamento importante per conoscere più da vicino dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, superare i luoghi comuni e dare voce alle persone che convivono ogni giorno con un Disturbo Specifico dell'Apprendimento. Il tema riguarda da vicino anche l'Emilia-Romagna e il territorio ferrarese. Nell'anno scolastico 2023/2024, in Emilia-Romagna sono state registrate 35.411 segnalazioni relative ai DSA, circa 10.000 in più rispetto al 2016/2017.

"L'aumento dei numeri non significa necessariamente che i DSA siano diventati più frequenti: indica soprattutto una maggiore attenzione da parte delle famiglie e della scuola e un accesso crescente alle valutazioni specialistiche. Resta però un dato sul quale riflettere: molte difficoltà vengono riconosciute soltanto nella scuola secondaria, dopo anni di fatica e risultati non proporzionati all'impegno. Diventano quindi fondamentali l'osservazione precoce e la collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti" commentano le professioniste della Cooperativa Piccolo Principe (aderente al sistema Confcooperative Romagna-Estense), presente con le sedi di Ferrara, Rovigo, Renazzo e Codigoro.

Ne chiarisce gli aspetti principali la dottoressa Eleonora Conti, psicologa e psicoterapeuta, responsabile dell'Area clinica disturbi specifici.

Che cosa sono i DSA?
Sono disturbi specifici del neurosviluppo che riguardano lettura, scrittura e calcolo e si manifestano in presenza di un'intelligenza nella norma. Molti genitori ci raccontano di vedere i propri figli poco motivati, "pigri" o svogliati. In realtà, dietro questi comportamenti può esserci una difficoltà che il bambino non riesce ancora a esprimere. Prima di pensare che non si impegni abbastanza, è importante capire da dove nasce la sua fatica.

Perché oggi aumentano le richieste di valutazione?
A sedici anni dall'approvazione della legge che tutela gli studenti con DSA, famiglie e insegnanti sono più informati e preparati a riconoscere i primi segnali. Sempre più spesso scuole e famiglie ci chiedono di incontrarci per ragionare insieme su strumenti e strategie, creando continuità tra ciò che si fa a scuola e a casa.

 

 

 

Anche un adulto può scoprire di avere un DSA?
Certamente. Sempre più adulti si rivolgono a noi per aggiornare una diagnosi ricevuta in passato o per una prima valutazione. Una diagnosi aggiornata può servire per accedere alle misure previste in ambito universitario e, nei casi stabiliti dalla normativa, per gli esami della patente o in alcuni contesti lavorativi. Ma comprendere il proprio funzionamento permette soprattutto di rileggere la propria storia senza attribuirsi colpe.

Qual è il rapporto tra DSA e autostima?
Quando un bambino si impegna tanto ma continua a ottenere risultati negativi, può cominciare a pensare di non essere capace: compaiono frustrazione, ansia, rifiuto della scuola, pensieri come "sbaglio sempre". Per questo, nei gruppi sul metodo di studio, lavoriamo anche sull'autostima, aiutando i ragazzi a riconoscere le proprie risorse e potenzialità, sulla base delle quali comprendere meglio il proprio funzionamento e il proprio personale stile di apprendimento.

La parola alle terapiste
Il percorso coinvolge un'équipe multidisciplinare. "Il terapista (logopedista e neuropsicomotricista) insieme allo psicologo non si limita a dire "se" è presente un problema, ma analizza come il bambino o ragazzo apprende, individuandone i punti di forza e le aree di fragilità ", spiega la logopedista Arianna Bortoluzzi. Al termine, aggiunge la logopedista Lucrezia Gaiba, "viene redatta la relazione clinica, che ha una valenza sia burocratica (ovvero consente allo studente di accedere alle tutele della Legge 170 del 2010) sia funzionale, in quanto contiene tutte le misure compensative e dispensative ritenute cruciali per supportare lo studente a scuola".

La presa in carico non si conclude con la diagnosi ma continua con la proposta di interventi abilitativi altamente specialistici e personalizzati, che non mirano a eliminare la difficoltà, "perché i DSA non sono malattie da curare", ma a ridurne l'impatto sulla vita scolastica” precisa la neuropsicomotricista Ilaria Ridente

Grande spazio anche al metodo di studio, spesso in piccolo gruppo. "Serve a costruire i propri strumenti compensativi e a lavorare con maggiore autonomia", afferma la logopedista Francesca Costa. "Il gruppo aiuta a normalizzare le difficoltà: condividere le proprie sfide quotidiane con i coetanei aiuta gli studenti a contestualizzare le proprie fatiche, mitigando la percezione di isolamento", conclude la psicologa Chiara Nino.

La Cooperativa Piccolo Principe è una struttura accreditata con la Regione Emilia-Romagna, tutti i percorsi di valutazione e trattamento seguono linee guida e protocolli regionali e nazionali. Questo garantisce un approccio basato su criteri scientifici, condivisi e aggiornati, a tutela della qualità e dell’efficacia degli interventi.