Solco cresce: fatturato oltre i 56 milioni e nuove reti per innovare il welfare

Solco cresce: fatturato oltre i 56 milioni e nuove reti per innovare il welfare

Solco cresce: fatturato oltre i 56 milioni e nuove reti per innovare il welfare

lunedì 29 giugno 2026

Solco Ravenna chiude il 2025 con un valore della produzione superiore ai 56 milioni di euro, confermando la propria solidità economica e il ruolo di rete per le 17 cooperative sociali associate. Nel corso dell'anno il Consorzio ha inoltre gestito 94 strutture e servizi assistenziali con la formula del general contractor e garantito assistenza a 3.760 persone.

“I numeri registrati nel 2025 hanno dato un’ulteriore conferma della solidità economica e la stabilità finanziaria del nostro Consorzio - ha sottolineato Antonio Buzzi durante l’assemblea di bilancio con le cooperative associate che si è svolta ieri a Cotignola. Sono risultati che confermano la capacità del Consorzio di sostenere le cooperative associate. Ma i numeri non sono gli indicatori più corretti per descrivere ciò che il Consorzio rappresenta: un motore di innovazione e sviluppo sociale, per le cooperative che ne fanno parte, ma soprattutto per le comunità in cui operiamo”.

Il 2025 è stato caratterizzato da importanti sfide, in particolare: l’incertezza legislativa sull’accreditamento socio-sanitario che impedisce di progettare sul lungo periodo, e il rinnovo contrattuale del personale delle cooperative sociali, che hanno comportato maggiori costi per le imprese.

Per quanto riguarda i nuovi progetti, quelli che hanno impegnato maggiormente Solco nel corso dell’anno e che vedono sviluppi anche futuri riguardano la salute mentale, l’abitare sociale, la disabilità e la terza età.

Un elemento comune a tutti questi percorsi è stato il rafforzamento delle reti con enti locali, organizzazioni del territorio e partner nazionali, per sviluppare risposte efficaci ai bisogni di welfare di oggi.

“Abbiamo consolidato e posizionato una forte rete territoriale sulla salute mentale, che riunisce cooperative, associazioni, imprese e collabora con le amministrazioni pubbliche - continua Buzzi -. Sull’abitare sociale portiamo avanti progetti innovativi che mettono al centro l’autodeterminazione delle persone in difficoltà abitativa e con l’organizzazione del convegno Avere una casa, abbiamo dato il via alla costruzione di una comunità di pratiche, che riunisce più soggetti  a livello nazionale e  raccoglie idee e politiche per un nuovo concetto di abitare e che abbiamo messo online proprio in questi giorni con il sito avereunacasa.it. Sulla disabilità, grazie all’esperienza delle nostre associate abbiamo lavorato su progetti e reti per innovare i servizi per le persone con disabilità e a supporto dei caregiver, come con il progetto Dopo di noi, o con il Tavolo Autismo dei comuni della Romagna faentina. Sulla terza età, infine, abbiamo avviato nuovi progetti sulla domiciliarità, sul senior housing e sulla mobilità sostenibile”.