Formare chi si prenderà cura delle persone non avviene solo tra i banchi di scuola. Avviene anche nelle case, nei corridoi, accanto agli ospiti delle strutture. È con questo spirito che Consorzio Blu ha scelto di accogliere i tirocinanti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Bologna nelle proprie strutture del territorio faentino.
Un legame consolidato, che cresce
Da tre anni la Cra Camerini di Castel Bolognese accoglie studenti universitari in tirocinio, con nove tirocinanti coinvolti complessivamente nei percorsi formativi. Oggi si è aggiunto un nuovo capitolo: anche la Residenza Sant’Umiltà di Faenza è divenuta sede accreditata per la formazione universitaria, grazie a una convenzione attiva fino al giugno 2027.
Come funziona il percorso
I primi studenti hanno iniziato il tirocinio tra il 28 aprile e il 1° giugno, seguiti da un secondo gruppo dal 2 giugno al 5 luglio, per circa 180 ore ciascuno. Gli studenti del primo anno sono inseriti nella sezione Casa residenza anziani, mentre quelli del terzo anno nel nucleo Alzheimer.
Nel percorso sono previste valutazioni intermedie e finali, incontri di rielaborazione dell’esperienza, e lo sviluppo di un caso clinico con diagnosi infermieristiche. I tutor clinici delle strutture lavoreranno in sinergia con i tutor didattici del Corso di Laurea in Infermieristica: il dott. Emanuele Ferraresi, la dott.ssa Claudia Cadas, il dott. Andrea Fabbri, il dott. Giovanni Ceccaroni, la dott.ssa Giulia Montevecchi e il dott. Ivan Rubbi, operanti su indicazione della responsabile delle Attività didattiche professionalizzanti, dott.ssa Valeria Cremonini, e della coordinatrice del Corso di Studi, prof.ssa Katia Mattarozzi.
Il valore del progetto
L’iniziativa conferma l’attenzione alla formazione universitaria di qualità, capace di coniugare competenze professionali, cura della persona e radicamento nel contesto locale e sociale, anche grazie alla collaborazione con Consorzio Blu. “Accogliere studenti universitari nelle nostre strutture non è solo un gesto di apertura verso il mondo accademico: è una scelta che crediamo faccia bene a tutti – sottolineano i vertici di Consorzio Blu -. Ai futuri professionisti, perché imparano il mestiere sul campo, a contatto con la realtà quotidiana dell’assistenza alle persone. Ai nostri operatori, perché la presenza di studenti porta energia, curiosità, domande nuove e stimola una riflessione continua sul proprio lavoro e sul perché lo si fa. Alle persone che ospitiamo, perché vivono in un ambiente vivo, attento, dove la cura è anche formazione e la formazione è anche cura”.