Pur esprimendo rammarico per la mancata nomina di Forlì Cesena a Capitale Italiana della Cultura 2028, Confcooperative Romagna-Estense sottolinea l’importante lavoro corale svolto, che rimane un patrimonio da non disperdere.
“La candidatura ha avuto il merito di attivare sinergie, rafforzare l’identità culturale di due territori e per questo auspichiamo che la collaborazione messa in campo diventi una modalità di lavoro delle istituzioni sul territorio per sostenerne lo sviluppo in ogni ambito possibile. È da questo percorso condiviso che occorre ripartire, continuando a investire nella cultura che crediamo sia importante leva di sviluppo economico e di coesione sociale”.
Un forte spirito di collaborazione ha accompagnato in questi mesi il percorso per la candidatura congiunta conclude Confcooperative Romagna-Estense, uno spirito che va preservato aldilà del risultato. “Ai Sindaci dei due Comuni capoluogo, al presidente del Comitato Scientifico Gianfranco Brunelli, espressione della Fondazione Cassa dei Risparmi e direttore delle grandi mostre al San Domenico e a quanti sono stati coinvolti nella progettazione un sentito ringraziamento per il grande lavoro svolto”.