La cooperativa sociale Diapason di Rimini, attiva nel settore della ristorazione collettiva, ha conseguito a fine dicembre la Uni PdR 125:2022 ovvero la certificazione per la Parità di genere. “Certificarsi è una scelta volontaria, per noi dettata prima di tutto da ragioni etiche – racconta la vicepresidente Marcella Bondoni -. Operare nel sociale significa avere una doppia responsabilità: verso la comunità e verso chi lavora con noi. Come cooperativa promuoviamo da sempre inclusione, equità e diritti, ma volevamo lavorare su questi aspetti in modo organizzato e misurabile. In aggiunta la certificazione porta anche benefici strategici – aggiunge -, perché rafforza la credibilità di Diapason verso enti pubblici e partner su tutto il territorio”.
L’iter per l’ottenimento della certificazione è iniziato dopo l’estate, con un’approfondita raccolta dati e un’analisi delle procedure interne. “Abbiamo passato in rassegna ogni cosa – evidenzia Bondoni -: dalle politiche retributive alle opportunità di crescita professionale, dalla prevenzione delle discriminazioni alle modalità per conciliare lavoro e vita privata. Ci siamo accorti che molte buone pratiche erano già presenti, ma non erano messe a sistema. Ora invece possiamo monitorarle nel tempo e darci degli obiettivi precisi: questa certificazione non è un punto di arrivo, ma di partenza”.
Il percorso ha coinvolto anche i lavoratori e le lavoratrici, con una formazione dedicata e un questionario per rilevare eventuali discriminazioni sul lavoro. “Le risposte sono state positive – attesta la vicepresidente -, pertanto continueremo con la formazione per promuovere una cultura di trasparenza e responsabilità. Così l’azienda diventa più solida e consapevole, e ora abbiamo indicatori oggettivi per tenere traccia di questa crescita”.
Diapason si è anche dotata di un comitato guida per la Parità di genere, presieduto da Matteo Matteoni (presidente di Diapason) e composto dalla stessa Marcella Bondoni e da Marilena Paterniani. “Vogliamo costruire un modello di lavoro più equo e inclusivo, anche perché il 90% dei nostri dipendenti è donna – dichiara Bondoni -. La presenza numerica in sé però non è sempre sintomo di pari opportunità di carriera o di accesso ai ruoli manageriali. La certificazione invece ci mostra che in Diapason c’è equilibrio, e di questo siamo orgogliosi, perché il talento non ha genere e è fondamentale dare a tutti e tutte la garanzia di poter crescere in base ai propri meriti”.
Nel futuro della cooperativa ci sono altri obiettivi analoghi: “Siamo al lavoro per ottenere due nuove certificazioni, e rendere Diapason un’azienda sempre più organizzata, efficiente e attrattiva. Come vicepresidente sono molto orgogliosa di questa evoluzione – conclude -, dimostra che la cooperazione può essere uno strumento di cambiamento e un modello capace di evolversi nel tempo”.