Ceff, un anno di rilancio tra nuova sede e progetti innovativi

Ceff, un anno di rilancio tra nuova sede e progetti innovativi

La cooperativa che si occupa di disabilità investe in spazi, competenze e innovazione

mercoledì 4 marzo 2026

Il 2025 segna una svolta per la cooperativa sociale di Faenza Ceff Francesco Bandini: nuove competenze, progettualità innovative in un contesto economico e sociale complesso e investimenti, tra cui l’acquisto della propria sede, una scelta simbolica e illuminata, che rafforza il radicamento territoriale e apre nuove prospettive. Gli spazi, in parte già restaurati, diventeranno infatti hub per servizi, formazione, laboratori e percorsi di autonomia destinati alle persone fragili.

L’anno appena passato ha portato anche il cambio al vertice, con l’elezione di Marco Balducci a presidente. A lui il compito di guidare la cooperativa in una fase che richiede equilibrio tra sostenibilità economica e missione sociale, visione e concretezza organizzativa.

Sul fronte operativo, Ceff ha puntato sul rafforzamento delle competenze interne, potenziando il supporto psicologico ai percorsi educativi e lavorativi. Ha partecipato al percorso “Upskilling delle competenze come strategia competitiva”, un’occasione per esplorare le potenzialità di e-commerce e intelligenza artificiale nel sociale e al progetto europeo “GreenBoost4Wise”, che accompagna le imprese sociali di inserimento lavorativo verso la transizione verde, unendo inclusione e sostenibilità ambientale.

Continua l’impegno nel progetto Pnrr, realizzato in rete con servizi sociali e sanitari, Asp, Ets e famiglie, che intreccia abitare, lavoro e competenze digitali, producendo risultati tangibili in termini di autonomia e inserimenti lavorativi. Un bando vinto per l’innovazione sociale ha permesso di riqualificare spazi, acquistare attrezzature, rafforzare il benessere organizzativo e rinnovare la comunicazione.

Guardando al 2026, una progettualità ambiziosa è “Custodire il centro storico”, sperimentazione condivisa con il Comune di Faenza e che trasforma la cura urbana in strumento di inclusione: le persone fragili diventano custodi attivi della città, affiancate da educatori, in un laboratorio che va oltre manutenzione e decoro.

In cantiere anche un progetto con gli istituti superiori per accompagnare studentesse e studenti fragili verso il lavoro, attraverso percorsi pratici, formazione per insegnanti di sostegno e ricerca di fondi dedicati.

“Viviamo una fase complessa ma ricca di opportunità – sottolinea il presidente Balducci -. La sfida sarà tenere insieme innovazione sociale, solidità economica e attenzione alle persone”.