Parità di genere, il gruppo Cofra rinnova la certificazione migliorando il punteggio

Parità di genere, il gruppo Cofra rinnova la certificazione migliorando il punteggio

Confermata la Uni Pdr 125 ottenuta nel 2023: ancora più tracciabilità dei processi e nuove misure sulla genitorialità

martedì 27 gennaio 2026

Il gruppo Cofra di Faenza ha confermato la certificazione per la Parità di genere ottenuta nel 2023, migliorando ulteriormente il punteggio (da 87 a 90 su 100). “L’audit dello scorso dicembre è andato bene, sono stati due giorni intensi di verifiche e confronto – racconta Ilaria Albertini, responsabile del settore Risorse umane di Cofra -. Abbiamo un buon rapporto con l’ente certificatore, che ci fornisce sempre nuovi spunti su migliorie e progetti da inserire”.

Le motivazioni che hanno portato a questo percorso, spiega Albertini “sono etiche prima che economiche, dato che Cofra non partecipa a bandi in cui la certificazione offre punteggi aggiuntivi. Inoltre crediamo che l’attenzione verso questi temi possa risultare attrattiva verso nuovi talenti, soprattutto giovani”.

Il tema della parità di genere era già molto sentito in un gruppo cooperativo costituito per il 72% da lavoratrici (368 su 509 dipendenti totali), per cui ottenere e confermare la certificazione non ha richiesto stravolgimenti strutturali. “Tra gli ambiti valutati ci sono l’equiparazione delle retribuzioni, le opportunità di crescita professionale e i percorsi di carriera. Noi abbiamo strutturato un sistema di valutazione con criteri e punteggi incrociati, per ridurre il rischio di bias e rendere i passaggi interni più oggettivi – illustra Albertini -. Inoltre abbiamo migliorato l’informatizzazione dei processi e introdotto procedure condivise, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e coerenza interna”.

La crescita del rating nel 2025 si deve soprattutto all’impegno che Cofra ha dedicato al tema della genitorialità: “Sulla maternità avevamo già lavorato molto quindi ci siamo concentrati sui neo-papà, per promuovere una condivisione dei carichi familiari. Abbiamo introdotto un giorno di congedo aggiuntivo a carico dell’azienda per i papà, oltre ai dieci giorni obbligatori previsti dalla legge, e stiamo incentivando l’utilizzo del congedo parentale facoltativo. La nostra ‘parental policy’ espone tutte queste possibilità e spiega meglio la normativa in sé”.

Accanto alle misure operative, è stato avviato un lavoro culturale sul linguaggio e sulla comunicazione interna. “Esistono ancora molti preconcetti: il congedo parentale viene spesso definito ‘maternità’. Per questo stiamo investendo anche nella formazione sul linguaggio inclusivo, con corsi e pillole brevi, perché la comunicazione deve essere rapida per essere efficace”.

L’obiettivo del 2026 sarà proprio quello di migliorare ulteriormente sul fronte della comunicazione, oltre che sul coinvolgimento del personale. “La nostra è un’organizzazione molto articolata sul territorio, la sede è a Faenza ma i punti vendita sono distribuiti su tutta la provincia di Ravenna: dobbiamo capire come rendere tutti i lavoratori e le lavoratrici più partecipi” conclude.