La cooperativa Cesac diversifica per resistere alle avversità atmosferiche

La cooperativa Cesac diversifica per resistere alle avversità atmosferiche

Il direttore Adamo Zoffoli: "In cinque anni abbiamo costruito un cuscinetto di sicurezza che vale 600mila euro"

martedì 30 dicembre 2025

Gli eventi atmosferici estremi non sono più un’eccezione, sono diventati la regola. E per una cooperativa agricola come Cesac, con otto stabilimenti tra il Nord di Bologna e il ravennate, questo significa ripensare completamente il proprio modello di business. “Guardiamo gli ultimi sei o sette anni: ogni singolo anno ci sono stati elementi che hanno compromesso la nostra attività”, spiega Adamo Zoffoli, direttore della cooperativa agricola e agroalimentare di Conselice. “L’incognita non è più se ci sarà un evento straordinario, ma quale sarà: troppo caldo, troppo freddo, troppa acqua o siccità”.

Di fronte a questa nuova normalità, Cesac ha scelto una strategia precisa: diversificare. Non solo agricoltura tradizionale, fornitura di mezzi tecnici, fitofarmaci, impiantistica, ammasso cereali e sementi, ma un ventaglio di attività che possano garantire stabilità economica anche quando i campi sono allagati o bruciati dalla siccità.

“Cinque anni fa abbiamo iniziato a cercare settori meno legati al cambiamento climatico”, racconta Zoffoli. La prima mossa è stata rafforzare e rilanciare il nostro mangimificio cercando nuove nicchie di mercato e puntando sul servizio ai clienti, poi il fotovoltaico: la produzione di energia è stata raddoppiata, creando una fonte di reddito costante indipendente dalle condizioni meteorologiche. Poi è arrivato il sale per la depurazione degli impianti idrici: oggi Cesac serve oltre cento condomini nella zona di Bologna, un servizio essenziale che non risente delle bizze del meteo.

Ma la diversificazione non si è fermata qui. La cooperativa ha iniziato a fornire nuovi servizi come ad esempio quello della tenuta del quaderno di campagna, l’adempimento burocratico obbligatorio per le aziende agricole, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di business con l’obiettivo di servire a 360 gradi i nostri soci e clienti. E poi ancora: collaborazioni nel settore del giardinaggio e nella ricambistica per mezzi agricoli, ambiti che garantiscono entrate stabili durante tutto l’anno.

I numeri parlano chiaro. Cesac fattura 48 milioni di euro, con un margine lordo sui servizi di sei milioni. Dopo cinque anni di questa strategia, nel 2026 il dieci per cento del margine operativo lordo arriverà da queste nuove attività: 600mila euro che non dipendono più dalle sorti dei raccolti, ma rappresentano un guadagno solido per la cooperativa.

“È un cuscinetto di sicurezza fondamentale”, sottolinea il direttore. E proprio quest’anno ha dimostrato la sua importanza: dopo un inizio particolarmente difficile, con le piogge di gennaio e febbraio che hanno messo a dura prova le aziende agricole associate, Cesac chiuderà il bilancio in ordine. “Anche grazie a questa strategia di diversificazione delle entrate”, conclude Zoffoli.