Confcooperative Romagna-Estense è tra i protagonisti di Expo Aid 2026, l’evento nazionale dedicato al Terzo settore, alle associazioni e alle realtà che si occupano di disabilità e inclusione, in corso al Palacongressi di Rimini (25-27 giugno).
«Essere qui a Expo Aid significa sostenere una società che crede nel valore di tutte le persone, senza esclusioni» ha detto la riminese Mirca Renzetti, cooperatrice sociale e vicepresidente di Confcooperative Romagna-Estense.
L'associazione territoriale rappresenta sul territorio della Romagna e di Ferrara oltre 200 cooperative sociali, molte delle quali attive nell'ambito della disabilità, impegnate quotidianamente sia sul fronte dell’assistenza e dell'educazione, sia in quello dell’inserimento lavorativo e della co-progettazione di percorsi esistenziali.
La presenza di Confcooperative Romagna-Estense è all'interno dello stand di Confcooperative Federsolidarietà nazionale, uno spazio aperto che mette a disposizione di tutte le realtà associate una vetrina per i propri materiali di presentazione. Molte cooperative hanno inoltre predisposto un proprio stand autonomo e, nelle serate dell’evento, animeranno la zona del porto di Rimini nell’ambito delle iniziative collegate, portando sul campo le proprie attività per far conoscere da vicino il lavoro sociale svolto ogni giorno.
La rilevanza della manifestazione è stata sottolineata ieri dalle visite istituzionali presso lo stand, dove erano presenti Stefano Granata, presidente nazionale di Federsolidarietà, Giorgia Sordoni, coordinatrice del settore disabilità di Federsolidarietà nazionale, e la Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini.
«In questa fiera i diritti delle persone con disabilità sono portati in luce - aggiunge Renzetti -. Per noi è importante esserci per valorizzare l’impegno quotidiano delle cooperative sociali nel territorio e il loro ruolo cruciale nel promuovere l’inclusione e il progetto di vita. Siamo in un momento storico cruciale: dobbiamo spingere l’acceleratore per andare verso un modello che superi l’assistenzialismo per prendere in carico la persona nella sua interezza rispettandone necessità quotidiane, diritto di vedere soddisfatti sogni e desideri in tutti gli ambiti della vita, bisogno di autonomia».
«L’inclusione è una pratica quotidiana che si realizza creando opportunità reali di lavoro e di vita indipendente, ed è esattamente ciò che le cooperative sociali portano avanti ogni giorno» conclude la vicepresidente.