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Confcooperative Lavoro e Servizi ER, Passini confermato presidente

Al centro dell’assemblea regionale della federazione cooperativa il futuro del lavoro tra innovazione, economia sociale, Ai e appalti

mercoledì 20 maggio 2026

In una fase attraversata da profonde trasformazioni del lavoro, dell’economia e dei sistemi produttivi, la cooperazione di lavoro e servizi dell’Emilia-Romagna rilancia il proprio ruolo come modello capace di coniugare competitività, innovazione e coesione sociale. È questo il quadro emerso dall’assemblea regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna, svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna e conclusasi con la riconferma di Alessio Passini alla presidenza della Federazione regionale.

Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia Romagna rappresenta oggi 368 cooperative attive in numerosi comparti, dal facility management alla logistica, dai trasporti alla vigilanza, fino all’edilizia, ai servizi ambientali, alla ristorazione collettiva e al terziario avanzato. La Federazione riunisce 35.661 soci e 39.785 occupati, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro.

L’assemblea presieduta da Cristina Bazzini, presidente Gruppo Colser-Auroradoums e vicepresidente uscente della Federazione nazionale, e dal titolo “Oltre il mercato. Il modello cooperativo tra sfida digitale ed economia sociale”, ha rappresentato un momento di confronto sulle grandi trasformazioni che stanno attraversando il mondo dei servizi e del lavoro: dall’impatto dell’intelligenza artificiale alla qualità dell’occupazione, dal ruolo degli appalti pubblici alle infrastrutture, fino al rapporto tra innovazione, produttività ed economia sociale.

“Oggi l’economia dei servizi è il cuore del mercato del lavoro italiano. Il problema non è la crescita dei servizi in sé, ma capire quali servizi crescono, con quale qualità del lavoro e con quale valore aggiunto. La cooperazione non può limitarsi ad adattarsi a una competizione che scarica tutto sul costo del lavoro – ha sottolineato il riconfermato presidente Alessio Passini nella sua relazione -. La cooperazione deve dimostrare di essere un’impresa capace di costruire avvenire, tenendo insieme innovazione, qualità del lavoro e responsabilità sociale”.

Alessio Passini, classe 1976 (50 anni), è presidente di SACA, cooperativa bolognese attiva nel trasporto viaggiatori, ed è già componente del Consiglio di Presidenza nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi.

Il tema della partecipazione è stato indicato nel corso dell’assemblea come uno degli elementi centrali per governare le trasformazioni in corso: “L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie non possono essere considerate soltanto un fattore tecnico o produttivo, ma una grande questione economica e sociale che riguarda il futuro delle imprese e del lavoro – ha dichiarato il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza –. La cooperazione può affrontare questa sfida con un punto di forza distintivo: la capacità di tenere insieme innovazione, partecipazione e responsabilità sociale”.

Nel corso dell’assemblea è emersa anche la centralità del ruolo pubblico nella regolazione del mercato dei servizi, in particolare nel sistema degli appalti. Passini ha evidenziato la necessità di superare logiche fondate esclusivamente sul massimo ribasso, sottolineando come qualità del servizio, sostenibilità economica e tutela del lavoro debbano restare strettamente collegate. Un passaggio che ha riguardato anche il confronto aperto con la Regione Emilia-Romagna sui temi della mobilità, delle infrastrutture, della transizione ambientale e della manutenzione del territorio. L’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture Irene Priolo: “In una fase complessa, segnata da tensioni internazionali e dall’aumento dei costi energetici e dei carburanti, è sempre più importante rafforzare il confronto con le imprese e accompagnarle nei processi di trasformazione. Per la Regione infrastrutture, mobilità e logistica sono leve strategiche: lavoriamo per sbloccare interventi e sostenere un sistema più efficiente e sostenibile, valorizzando anche il contributo della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, delle filiere innovative e del trasporto su ferro. La transizione ecologica e digitale va governata insieme: le cooperative, per radicamento e capacità di unire impresa e coesione sociale, sono interlocutori fondamentali. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro e dei servizi, elemento chiave per attrarre competenze e sostenere lo sviluppo dei territori.”