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Agroalimentare, le cooperative pilastro dell’Emilia-Romagna

La ricerca di Nomisma: con 500 imprese e 16,1 miliardi di fatturato, rappresentano il 39% dell’industria alimentare. Elisa Cugini confermata presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna

martedì 31 marzo 2026

Con 500 imprese cooperative che generano un fatturato di 16,1 miliardi di euro pari al 39% dell’industria alimentare regionale, la cooperazione agroalimentare dell’Emilia-Romagna rappresenta un pilastro fondamentale del sistema economico e produttivo sia regionale che nazionale. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Nomisma per Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna, presentata questa mattina al Savoia Hotel Regency di Bologna in occasione dell’assemblea regionale della Federazione che riunisce le cooperative agricole, agroalimentari e della pesca e acquacoltura.

L’assemblea, dal titolo “Competitività, giovani, cooperazione: strategie per dare valore all’agroalimentare italiano”, ha visto la presenza di circa cento partecipanti e si è conclusa con la conferma all’unanimità da parte dei delegati presenti di Elisa Cugini alla presidenza di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia Romagna.

Cinquantuno anni, presidente della Latteria Sociale La Mezzanese e di Confcooperative Parma, oltre che consigliera del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Elisa Cugini guiderà per quattro anni la Federazione regionale che riunisce 365 cooperative con quasi 50.000 soci agricoli, oltre 20.000 addetti e un fatturato di 12 miliardi di euro. Nel corso dell’assemblea sono poi intervenuti numerosi ospiti, tra cui il ministro a Politiche europee, PNRR e Coesione Tommaso Foti, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi e il presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei. La tavola rotonda, moderata dal giornalista Maicol Mercuriali di Orma Comunicazione, ha visto la partecipazione di Aristide Castellari (presidente Agrintesa), Carlo Dalmonte (presidente Caviro), Riccardo Deserti (direttore Consorzio del Parmigiano Reggiano), Gianpiero Calzolari (presidente Granarolo) e Paolo Lombardi (consigliere Orogel).

Tra export e aggregazione, focus sulla ricerca

I dati presentati questa mattina da Ersilia Di Tullio, head of strategic advisory di Nomisma, evidenziano il ruolo strutturale della cooperazione nella creazione di valore lungo l’intera filiera, configurandola come uno degli assi portanti del modello produttivo regionale. La dimensione media delle imprese cooperative agroalimentari in Emilia-Romagna si attesta intorno ai 32 milioni di euro di fatturato, quasi tre volte la media nazionale (circa 12 milioni). Tra le prime 50 imprese agroalimentari dell’Emilia-Romagna figurano poi 19 cooperative con 547 milioni di euro di fatturato medio per impresa (588 milioni l’analoga media delle imprese di capitale), con una capacità di creare lavoro decisamente più elevata, dato che si parla per queste cooperative di 1.266 addetti medi, a fronte dei 732 delle imprese di capitali. Il 26% delle cooperative agroalimentari regionali ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro (il 10% oltre i 50 milioni), e qui si segnala come il percorso dell’aggregazione debba ancora continuare per consolidare ulteriormente le cooperative così da metterle nelle migliori condizioni di competere sui mercati internazionali.

Il sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna fotografato da Nomisma rappresenta una componente fondamentale nel panorama nazionale, con un valore della produzione industriale alimentare pari a oltre 31 miliardi di euro (17% del totale nazionale) e 11,6 miliardi di export (16%). Dalla ricerca di Nomisma, emerge poi come l’Emilia-Romagna sia tra le regioni più colpite dagli effetti del cambiamento climatico e delle emergenze fitosanitarie in agricoltura.

Le dichiarazioni di Elisa Cugini

La ricerca di Nomisma conferma quanto la cooperazione continui ad essere la via maestra per rafforzare il ruolo di agricoltori e pescatori all’interno della filiera agroalimentare” ha sottolineato Elisa Cugini, presidente di Confcooperative Agroalimentare Pesca Emilia Romagna. “Se in un quadro così complesso come quello attuale, le nostre cooperative negli ultimi anni sono riuscite a crescere in termini di fatturato e occupati – ha continuato Cugini – è perché hanno puntato su quattro fondamentali direttrici di sviluppo: aggregazione, internazionalizzazione, programmazione e innovazione”. Tuttavia, occorre che anche le Istituzioni a tutti i livelli mettano la filiera nelle condizioni di produrre. “Dobbiamo tutelare la base sociale delle nostre cooperative, presupposto fondamentale per la sostenibilità del sistema, tutelando per prima cosa la capacità produttiva, oggi sempre più messa a rischio da cambiamenti climatici ed emergenze fitosanitarie. Solo così possiamo competere sui mercati internazionali, influenzati da tensioni geopolitiche internazionali e barriere commerciali”.